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Alla fine Ugo Bertolotti s'è deciso e ha cambiato l'insegna. Al Tramezzino è
diventato Al Tramezzo. Nome che non ha un significato particolare, Ugo è il primo
ad ammetterlo, ma una sua utilità pratica sì: non fa più pensare ai clienti che
si tratta di una panineria. E' ben altro. Nelle tre salette arredate con gusto
in un atmosfera rilassante si può scegliere un menù tutto mare o uno tutto terra,
o saltare qua e là, alla carta. In estate a disposizione uno spazio esterno davanti
al locale.
Allampanato e serio come un suonatore di violoncello, Ugo s'è affinato lavorando
nei grandi alberghi, a Crans e Neustadt, poi ha ceduto al richiamo di casa, era
il 1975. Cosa intendiamo per affinato (e raffinato)? Dal '90 s'è fatto una cantina
che all'ultimo censimento (fine settembre 2003) contava 1107 etichette (inoltre
a disposizione una vasta selezione di oli nazionali e distillati. Importazione
diretta di champagne e depositaire di Don Pèrignon per Parma. Si annovera anche
un ottimo servizio di enoteca da asporto).
Una puntigliosa ricerca del meglio per quanto riguarda il territorio: Culatello
stagionato 26 mesi, Prosciutto 34, il Parmigiano di tre diverse province che va
dai 26 ai 48 mesi. Le forniture di pesce sono dirette dai migliori commercianti.
Nel menù trovate scritto: "disponibilità particolari per celiaci e allergici".
Pertanto la filosofia del ristorante lascia intendere tanta attenzione e cura
all’ospite. Il cliente deve sentirsi protetto, libero, consigliato e sicuro delle
scelte. Uno staff di nove addetti è pronto ad accogliervi.
Da alcuni anni al Tramezzo è cambiato lo chef, ora è Alberto Rossetti, trentenne
e rubizzo parmigiano.
Specialità:
- prosciutto 38 mesi circa
- culatello 26 mesi circa
- parmigiano di 3 stagionature
- gamberi affumicati con finte tagliatelle croccanti
- ravioli di mandorle con ristretto di galletto
- coda di bue in timballo con le - tre - patate. |