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LE VALLI DEL TARO E DEL CENO

Le Valli del Taro e del Ceno, associate all’interno dell’omonima Comunità Montana, si trovano nella parte ovest dell’Appennino parmense: la Val Taro comprende la maggior parte delle montagne parmensi, mentre la Val Ceno segue il percorso del fiume dal monte Penna fino a raggiungere Fornovo, dove confluisce con il fiume Taro. Ricche di radicate tradizioni montanare e leggende legate ai numerosi castelli e borghi, le terre  delle valli del Taro e del Ceno riportano molte storie di valligiani emigrati in tutta Europa in cerca di fortuna e che l’hanno spesso trovata proprio grazie alle loro radici, attraverso la ristorazione tipica di questi luoghi. Ogni anno, in estate, grandi feste si svolgono lungo tutto questo arco appenninico proprio per ritrovare questi figli della montagna emigrati lontano.

Capitale della Val Taro è considerata Borgotaro, centro che vanta notevoli attrezzature alberghiere, sportive, sociali e sanitarie. La Val di Taro, durante l'ultima guerra è stata teatro di molte azioni partigiane, che hanno portato alla liberazione della zona 15 giorni prima dell'offensiva alleata. Il centro urbano conserva un patrimonio edilizio di ragguardevole interesse storico-architettonico collegante i palazzi barocchi.
Nella chiesa di Porcigatone vi è una splendida Crocifissione con i santi Pietro e Paolo del Lanfranco (circa 1610). Borgotaro è considerata anche la capitale del Fungo, in quanto vi crescono ottimi porcini. In occasione del "settembre gastronomico", ogni domenica viene cucinato un piatto speciale con prodotti tipici del luogo. Oltre a questa, sono molte le iniziative legate alla salvaguardia e recupero della cultura tradizionale, come per esempio gli autunnali appuntamenti in Val Ceno con menù che valorizzano l’antica razza del suino nero parmigiano, la cui origine è documentata fin dal ‘400. 

Berceto è sempre stato un importante centro di comunicazione in quanto situato sulla strada Romea, quella che percorrevano i pellegrini provenienti da Nord e diretti a Roma. Il suo Duomo, sorto nel secolo XII, ha un grandioso interno di un sapore ligure-toscano, risalente al '400-'500. All’interno sono conservati tesori di inestimabile valore, quali il sepolcro di San Boccardo del 1355, una campana ornata di rilievi del 1497, il Piviale di San Moderanno e un calice vitreo longobardo.
Poco lontano si trova il paese di Corchia raro esempio di nucleo medievale rimasto quasi inalterato con stretti vicoli selciati e case costruite in pietra e con tetti  in lastre di arenaria. Al Passo della Cisa sorge il Santuario della Madonna, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.

Bedonia è passata attraverso molte vicissitudini storiche, ed è dominata dal Santuario della Madonna di San Marco (1939) con l'annesso Seminario in cui si trovano la biblioteca, che conserva un grande patrimonio librario antico. Il Planetario, la Quadreria Parmigiani che conserva una settantina di dipinti importanti, il museo di storia naturale, l'opera Omnia di Romeo Musa, il Museo Archeologico rendono la località di villeggiatura tra le più frequentate.

Il paese di Varano Melegari sorge sulla sinistra del fiume Ceno. Insediamento preistorico dei Liguri-Valeiates, in epoca romana appartenne al Municipio di Velleia; in epoca longobarda, divenne confine amministrativo tra Parma e Piacenza. Vanta un bellissimo castello costruito su un preesistente "castrum" romano e protagonista di molte vicende storiche. Sulla sponda destra del Ceno è sorto l'autodromo, omologato per gare automobilistice di Formula 3 internazionale e F.2000.
Poco lontano sorge uno dei più antichi monumenti di epoca romana: l’ottogonale Battistero di Serravalle, risalente al VIII secolo.

Sempre in Val Ceno si trova il paese di Varsi, sviluppatosi intorno al castello. Nella chiesa di San Pietro si conserva una bella Madonna col Bambino e i Santi di Pietro Melchiorre Ferrari (1760 circa). Nelle vicinanze del paese è possibile compiere escursioni di carattere naturalistico e culturale, alla ricerca degli antichi resti di un castelliere ligure del II secolo (Città d’Umbria – Tosca) o di inaspettate cascate sui percorsi dei guerrieri longobardi.

Ancora in Val Ceno si trova Bardi, dominato dal castello risalente all’898 che si erge scenograficamente su uno sperone roccioso a picco sul torrente Ceno. Al suo interno è stato sistemato il museo della civiltà valligiana. Nella chiesa parrocchiale di S. Maria Addolorata, ricostruita nel 1943, si trova l'importantissima pala giovanile del Parmigianino con lo Sposalizio di Santa Caterina, i SS. Giovanni Evangelista e Giovanni Battista (1521/22), nonché un bel crocifisso ligneo della fine del '400.

Foto tratte da valtaro.it

Un’importante testimonianza della cultura contadina di questi luoghi è raccolta presso il Museo Guatelli, centro edilizio e collezionistico di grande complessità spaziale e distributiva. Denominato anche “museo del tempo”, la struttura raccoglie cose di uso comune per spiegare la storia attraverso il vissuto: il materiale è esposto in modo da evocare, attraverso suggestioni visive, gesti quotidiani di vita contadina.

Foto tratte da museoguatelli.it

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