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PER INFORMAZIONI
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo
(Parma).
Dal 31 marzo al 1° luglio 2012. Aperto anche tutti i festivi.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle
17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle
18). Lunedì chiuso.
Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Ristorante nella corte del museo tel. 0521 848135
Il martedì ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata;
non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria. Costo € 12,00 (ingresso
e guida).
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Incubi, angosce, estasi di grandi illustratori della Divina Commedia in un percorso
di notevole suggestione che conduce il visitatore dalle tenebre infernali alla
luce paradisiaca nelle sale espositive della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano
di Traversetolo, presso Parma.
Dal 31 marzo al 1° luglio 2012 è infatti Dante - attraverso le opere d’arte di
Gustave Doré, Francesco Scaramuzza e Amos Nattini dedicate alla Commedia - il
protagonista della nuova mostra proposta dalla Fondazione presieduta da Giancarlo
Forestieri.
Dopo il passaggio in quell’Empireo terreno costituito dalle opere sublimi di
alcuni dei più grandi artisti di ogni tempo esposte nella celebre Villa dei Capolavori,
sede della Fondazione, l’inizio della mostra, con la discesa alla Sala dell’Inferno,
rappresenta un forte contrasto sottolineato dalla Sinfonia dantesca di Franz Liszt,
grande musicista contemporaneo di Doré e di Scaramuzza, che accompagna il visitatore
con le drammatiche note dedicate alla prima Cantica, passando poi per la Sala
del Purgatorio fino al culmine mistico del Magnificat nella Sala del Paradiso.
L’eclettismo culturale del Fondatore Luigi Magnani trova così un nuovo omaggio
nell’accostamento di poesia, arti figurative, musica e teatro, in una mostra,
curata da Stefano Roffi, che offre al pubblico un forte coinvolgimento visivo
quanto emotivo e spirituale.
Il ricco catalogo presenta un saggio di Emanuele Bardazzi e Francesco Parisi
sul tema “L’illustrazione della Divina Commedia attraverso i secoli” e testi di
Mauro Carrera, Anna Mavilla, Cinzia Cassinari, Stefano Roffi dedicati ai protagonisti
della mostra.
Fondazione Cariparma e Cariparma Crédit Agricole sono i mecenati dell’iniziativa,
che si avvale anche del sostegno di Campus S.p.A.
Francesco Scaramuzza (Sissa presso Parma, 1803 - Parma 1886) affresca la Sala di Dante della Biblioteca
Palatina di Parma (Sala eccezionalmente aperta al pubblico nel periodo della mostra,
con un’esposizione di antichi codici danteschi della Palatina stessa), oltre al
Tempietto petrarchesco di Selvapiana e a una sala del Museo d’antichità di Parma,
con intonazioni romantiche e riflessi del Correggio. La sua opera più importante
è l’illustrazione della Divina Commedia, una delle più aderenti al testo dantesco per la naturalezza delle immagini
e l’abilità eccezionale dell’artista. Dei 243 disegni in 240 cartoni (73 per l’Inferno,
120 per il Purgatorio e 50 per il Paradiso), egli ne dedica ben 18 al solo canto
XXXII dell’ultima cantica, tanto era attratto dallo scenario dell’Empireo ideato
dal Poeta. Gli atteggiamenti e gli attributi iconografici dei personaggi, nonché
gli ambienti, sono tesi a sviluppare la pietas del lettore-osservatore e quindi a valorizzare il messaggio dantesco.
Il corredo illustrativo della Divina Commedia, disegnato dal francese Gustave Doré (Strasburgo 1832-1883) attorno al 1861-68, è certamente il più popolare in assoluto,
ancora oggi: la fama è forse dovuta alla prevalente attività d’illustratore d’opere
letterarie (Milton, Rabelais, Balzac, La Fontaine, Cervantes, Bibbia, Ariosto)
espletata come pittore e incisore, che, con tratti robusti, marcati e decisi,
coglie bene gli aspetti più realistici dell’opera dantesca, nonostante il predominio
dei toni cupi anche al di fuori dell’Inferno.
Nel 1876, 15 anni dopo la prima pubblicazione di Doré, Scaramuzza riesce a terminare
le proprie tavole sulla Divina Commedia.
Da allora numerosi sono i critici che hanno tentato unconfronto tra i due artisti,
con l'obiettivo di decretare quale dei due fosse il migliore.
Luciano Scarabelli (1806-1878), letterato, storico e uomo politico, tiene nel
1869/70 all'Accademia di Belle Arti di Bologna un corso di lezioni che ha come
oggetto proprio il confronto fra le tavole scaramuzziane e quelle dell'avversario
francese. L'intento di Scarabelli è quello di dimostrare che il parmense, maggior
conoscitore di Dante, sia riuscito a rendere meglio ambientazioni, personaggi
e pathos della Divina Commedia. Secondo Scarabelli due sono gli elementi che portano
Scaramuzza a "vincere" la tenzone: la sua profonda conoscenza della Divina Commedia
e la "maledizione del far presto" che caratterizzava il francese (che riuscì a
compiere 30.000 disegni in 18 anni e presentò per primo, nel 1861, al pubblico
le proprie opere). Grazie anche alla sua grande ammirazione per Dante, Scaramuzza
riesce a rendere al meglio anche i minimi particolariche caratterizzano i versi
del Poeta; sintetizza Scarabelli: "Io vi invito ad esaminare meco quanto giustamente
si rumoreggi in Italia la fama del francese Doré quale illustratore di Dante,
e quanto ingiustamente si lasci da parte Francesco Scaramuzza, italiano da Parma,
…".
Uno dei più significativi illustratori danteschi del Novecento è Amos Nattini (Genova 1892 - Parma 1985); a partire dal 1919, incoraggiato da Gabriele D’Annunzio,
egli realizza una grandiosa serie di 100 tavole che costituiscono l’illustrazione
d’una speciale edizione della Divina Commedia e vengono esposte a Parigi, Nizza e L’Aja, riscuotendo ovunque un notevole successo.
Nattini usa le tecniche più innovative e un linguaggio figurativo originale lontano
da qualsiasi imitazione, rinunciando al bianco e nero a favore del colore (acquerello
e olio) per immergere il proprio segno grafico e potente in una dimensione quasi
fantasy di sospensione e di incanto, dove il dramma è più accennato che realmente
descritto. La sua pittura è minuta e delicata, con una pennellata lineare da miniatore,
ma a più strati, un velo sull’altro, richiamando così il Divisionismo, filtrato
dal rigore mentale dell’artista, dalle atmosfere irreali create sapientemente,
dove egli mette a fuoco allucinazioni dello spirito grazie alla precisione del
segno e all’evocatività del colore.
L’interesse di Nattini per Dante si estende per una ventina d’anni e si estrinseca
al meglio quando egli si ritira nell’ex eremo benedettino d’Oppiano di Gaiano,
non lontano da Parma, dove fissa la sua casa-studio. Le sue figure dantesche,
d’intonazione libertyed “eroica”, risentono del clima dannunziano dell’epoca e
i suoi personaggi tendono ad apparire quasi superuomini, attitudine ben espressa
proprio da D’Annunzio nella dedica sul frontespizio delle Laudi: “Ad Amos Nattini, che sa come l’Arte moderna domandi un’anima eroica, offro
queste grida verso gli eroi (Parigi, maggio 1914)”. La sua arte, che rivela grande
cultura, affonda le radici nel Rinascimento, in un senso di perenne primavera
e di giovanile spensieratezza tratto da Botticelli e mediato da Michelangelo,
anche se i modelli di umanesimo classico sono da lui rivissuti non senza fascinazione
per il Decadentismo. Il suo Inferno ha un’impostazione cupa e “scottante”, ma
il suo viaggio artistico, diversamente da Doré, sa ben differenziarsi nell’approdare
agli esiti luminosi e spirituali del Paradiso.
DIVINA COMMEDIA. Le visioni di Doré, Scaramuzza, Nattini
Mostra e Catalogo a cura di Stefano Roffi.
Catalogo Silvana Editoriale con saggi di Emanuele Bardazzi e Francesco Parisi,
Mauro Carrera, Cinzia Cassinari, Anna Mavilla, Stefano Roffi.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo
(Parma).
Dal 31 marzo al 1° luglio 2012. Aperto anche tutti i festivi.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle
17) –
sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso.
Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
Informazioni tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it Ristorante nella corte del museo tel. 0521
848135
Il martedì ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata;
non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria. Costo € 12,00 (ingresso
e guida).
Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049 663499 - www.studioesseci.net
(per ulteriori informazioni e immagini) info@studioesseci.net
La mostra è realizzata grazie a: FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE
Con il sostegno di: CAMPUS S.p.A.
Sponsor tecnici: Angeli Cornici, Aon Artscope Fine Art Insurance Brokers, Gazzetta di Parma, Kreativehouse, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian
Hotels, TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico |